La costruzione
L'asta destra della «n» scende sotto la riga.
È una scelta piccola, ma intenzionale:
è quel dettaglio che rende il segno riconoscibile invece di farlo sembrare una enne qualsiasi.
Dietro le quinte
Questo è il caso che posso mostrarti senza tagliare nulla.
Dal foglio bianco al marchio, dalle prime idee a quelle scartate, fino al sito che stai guardando adesso.
Anche gli errori fanno parte del lavoro.
Il nome
Sono partito da un foglio bianco e da una regola: il nome doveva essere davvero mio.
Ho provato più di trecento possibilità, partendo da greco, latino, ebraico, significati, suoni e associazioni.
Poi sono arrivati i veti. Uno alla volta.
Perché un nome può essere bello e allo stesso tempo non essere quello giusto.
Erano nomi validi. Ma cercavo qualcosa che non potesse essere semplicemente preso e messo sulla porta di qualcun altro.
Il nome che restava
Nocri Lab
NO·CRI sono le iniziali delle mie due figlie. LAB è il laboratorio: il posto in cui si prova, si misura e si corregge.
Non è il nome più «furbo». È quello che ha un significato che posso spiegarti senza inventare una storia dopo averlo scelto.
Questo nome non è replicabile. Perché la storia dietro non lo è.
Il marchio
Un logo non serve soltanto quando è grande sullo schermo.
Deve funzionare sul sito, sulla carta, in una foto profilo e quando diventa un’icona di pochi pixel.
Per questo il marchio è stato costruito con proporzioni precise, forme semplici e pochi elementi.
Niente dettagli che spariscono appena si riduce.
L'asta destra della «n» scende sotto la riga.
È una scelta piccola, ma intenzionale:
è quel dettaglio che rende il segno riconoscibile invece di farlo sembrare una enne qualsiasi.
I due punti rappresentano le mie figlie.
Non hanno bisogno di colori diversi per essere distinti: cambiano per posizione e misura.
È un dettaglio che funziona quando il marchio è grande. E continua a funzionare quando diventa piccolo.
Se un segno ha bisogno di essere spiegato ogni volta che lo guardi, forse non è ancora abbastanza forte.
Colore & carattere
Non ho scelto una palette perché «mi piaceva».
Ogni colore ha una funzione.
Il terracotta serve per attirare l'occhio.
Non per riempire il testo.
Tre voci diverse, ognuna con un compito preciso.
Il carattere non deve farsi notare. Deve far funzionare la voce del progetto.
Il sito
Prima di arrivare a questa versione ho esplorato direzioni molto diverse.
Alcune erano belle.
Alcune erano belle e sbagliate.
Le tengo tutte perché il processo conta.
Se ti mostro soltanto il risultato finale, sembra che sia arrivato al primo tentativo. Non è andata così.





Questa è quella che stai guardando.
La versione online adesso. Non è arrivata qui per magia: è arrivata perché molte idee non hanno superato il test.↑ vai alla homeEd è esattamente così che lavoro:
provo → misuro → scarto → correggo → tengo solo ciò che serve.
Il risultato che vedi è soltanto l’ultima parte del lavoro.
La parte interessante è tutto quello che ho deciso di non tenere.